Dieta Personalizzata

Per una Dieta davvero Personalizzata è necessario raccogliere tutte quelle informazioni indispensabili per definire le reali e specifiche esigenze del nostro organismo. Vi propongo pertanto test innovativi: TEST DEL DNA, MINERALOGRAMMA (TEST DEL CAPELLO), TEST PER LA DISBIOSI INTESTINALE.

Per saperne di più è possibile prenotare una consulenza gratuita.

Dott. Domenico Rogoli –  Biologo della Nutrizione

Nuovo Documento di Microsoft Publisher

DNA e Invecchiamento

DNA Strands
3d render of a DNA spirals

L’attività antiossidante delle nostre cellule aiuta a combattere i danni causati dai radicali liberi, (RL) che rappresentano lo scarto delle reazioni del metabolismo umano. I RL sono molecole altamente reattive e il successivo attacco al DNA cellulare da parte loro non solo danneggia il nostro patrimonio genetico ma gioca un ruolo cruciale nelle sviluppo di molte malattie comuni dovute all’invecchiamento,(es. arteriosclerosi, cataratta, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson ecc), nell’insorgenza dei tumori e di numerose altre patologie. Numerosi studi sperimentali hanno poi dimostrato una correlazione tra produzione di radicali liberi e durata della vita . Alcuni geni specifici possono essere i responsabili della produzione e la funzione degli enzimi antiossidanti.

Alcuni polimorfismi presenti nei geni analizzati in questo pannello (5 geni ,7 varianti geniche analizzate) regolano le sostanze antiossidanti necessarie a proteggere il DNA dai danni provocati dai radicali liberi. Lo stress ossidativo è determinato dalla quantità di guasti provocati da questi ultimi all’interno e all’esterno delle cellule. Esso influenza direttamente la struttura e il funzionamento dei geni, l’integrità della membrana cellulare e nucleare e il funzionamento delle cellule.

Possiamo individuare queste anomalie attraverso il test del DNA, e adottare le precauzioni nella nostra dieta.

TEST DEL DNA: A CHI è CONSIGLIATO?

GENOMA-DNAA chiunque voglia mantenersi in buona salute prevenendo alcune patologie importanti
A quanti desiderano informarsi sulle proprie predisposizioni verso malattie cardiovascolari, metaboliche, respiratorie, neurodegenerative, del sistema immunitario o verso la predisposizione all’osteoporosi, al fine di contrastare gli effetti negativi dell’ereditarietà attraverso la correzione dello stile di vita, della dieta e con l’assunzione di cure personalizzate.
A chi vuole perdere peso in maniera efficace e duratura
Alle donne in menopausa, agli uomini in andropausa con l’obiettivo di stabilire dieta ed integrazione nutrizionale più adeguate alla propria salute.
A chi manifesta stanchezza, gonfiore, ipotonia, cefalea senza motivo apparente
A chi pratica sport sia amatoriale che a livello agonistico per migliorare l’efficienza fisica e le prestazioni
A chi ha una storia familiare positiva per obesità, ipercolesterolemia, osteoporosi o patologie cardiovascolari

La Dieta Mediterranea e il Morbo d’Alzheimer

malato-di-alzheimer-vegano-mangia-carne-per-sbaglio-cambia-idea-sue-volont-vanno-rispettate-0Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità il Morbo di Alzheimer colpisce oggi circa il 5% delle persone con più di 60 anni e in Italia si stimano circa 500mila ammalati. È la forma più comune di demenza senile, uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane. Si stima che nel 2050 saranno 106,8 milioni le persone nel mondo affette da questa patologia, con una conseguente maggiore incidenza sulla spesa pubblica sanitaria degli stati.

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha aumentato notevolmente gli sforzi nello studio di questa malattia per individuarne la natura e le cause, al fine di definire i fattori di rischio che guardano alla definizione di programmi di prevenzione adeguati.

Tra i fattori che aumentano notevolmente l’incidenza del Morbo di Alzheimer vi sono il fumo, il diabete, modificazioni genetiche, e la depressione. Rappresentano invece fattori che ne riducono sensibilmente il rischio l’esercizio cognitivo e l’attività fisica.

Importante è la definizione del ruolo che assume l’alimentazione. I fattori nutrizionali sono oggetto di particolare attenzione da parte della comunità scientifica, impegnata nell’individuare stili di vita virtuosi atti a prevenire l’insorgenza di questa patologia.

L’assunzione di acidi grassi saturi, calorie in eccesso ed abuso di alcool rappresentano elementi che aumentano il rischio, mentre sostanze antiossidanti, vitamine e polifenoli, sembrano incidere in una riduzione del rischio di sviluppare il Morbo di Alzheimer poiché la loro attività biologica si espleta nell’attenuazione di quei meccanismi che ne favoriscono l’insorgenza.

Il Beta-carotene, la Vitamina E, il Selenio, Vitamina B6, B12 e Acido Folico e Vitamina D, alcuni metalli (rame, ferro, zinco), acidi grassi monoinsaturi e poliinsaturi (Omega-3), rappresentano elementi che stimolano l’attività cognitiva e riducono i processi infiammatori, controllando la risposta immunitaria.

Studi epidemiologici ci suggeriscono quindi che una dieta strutturata con assunzione di verdura fresca, cereali, legumi e la frutta (fresca e secca), insieme al pesce,  quantità moderata di alcool (vino rosso), ai quali si aggiungono il tè verde ed il caffè, il tutto associato ad una basso consumo di carne e zucchero raffinato, costituisce un regime alimentare ideale che può abbassare il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer, con un impatto positivo nel miglioramento delle attività cognitive.

Mettendo a confronto i vari stili di vita ed i vari regimi alimentari del mondo si scopre che la Dieta Mediterranea (insieme alla Dieta Giapponese, molto simile a quella Mediterranea nella composizione alimentare), è quello che più si avvicina al modello indicato nella composizione alimentare (a cui si associano l’esercizio fisico, convivialità), pertanto, secondo quanto riportato da diversi studi scientifici, possiamo affermare che essa rappresenta un modello alimentare e nutrizionale ideale nella diminuzione del rischio di sviluppare il Morbo d’Alzheimer, riducendone la mortalità per chi ne è affetto.

Domenico Rogoli

Biologo della Nutrizione e della Sicurezza Alimentare

Camminare fa bene

Dal “Rapporto nazionale Passi 2011” dell’Istituto Superiore di Sanità il 30% degli adulti tra 18 e 69 anni svolge, nella vita quotidiana, meno attività fisica di quanto è raccomandato e può essere definito sedentario. Il sovrappeso e l’obesità, fenomeni in aumento costante, sono il frutto della combinazione tra cattiva dimagrire-camminandoalimentazione e vita sedentaria. Svolgere attività fisica regolare induce numerosi benefici per la salute, riducendo significativamente il rischio di sviluppare patologie quali ipertensione, malattie cardiovascolari, diabete tipo 2, depressione, osteoporosi, traumi da caduta negli anziani, alcuni tipi di tumori (al colon, al retto, al seno). è sufficiente un’ora di camminata al giorno, meglio se al mattino, a passo veloce (4 km/h), per ripristinare uno stile di vita corretto, in associazione ad un’alimentazione sana ed equilibrata.

Domenico Rogoli

Biologo della Nutrizione e della Sicurezza Alimentare

Dieta Mediterranea: la nostra eredità

La Dieta Mediterranea il 16 Novembre del 2010 è stata proclamata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Prima di essere un patrimonio di tutti, è soprattutto un patrimonio delle popolazioni del Mediterraneo, ed in tale ottica meolivirita la giusta attenzione e valorizzazione da parte di coloro che la posseggono per diritto ereditario. A diversi livelli deve crescere l’attenzione verso un modello universalmente riconosciuto come equilibrato e sostenibile, in quanto la semplice applicazione dei princìpi su cui si fonda genera circuiti virtuosi negli ambiti della Salute, dello Sviluppo Economico e Sociale, e della Sostenibilità Ambientale.

La Dieta Mediterranea affonda le sue radici nella storia e nelle tradizioni culturali e gastronomiche dei popoli del Bacino del Mediterraneo, rappresentando il punto di equilibrio ideale tra le vicende e le evoluzioni naturalistiche ed antropiche che hanno interessato, e continuano ad interessare, questa parte del Mondo. La Dieta Mediterranea la possiamo definire come il punto di equilibrio dinamico di processi culturali, sociali, economici ed ambientali.

Gli elementi caratterizzanti sono essenzialmente 3:

  1. La Sostenibilità
  2. La Convivialità
  3. La Biodiversità

Si tratta di uno stile di vita quindi, più che di un modello alimentare, che guarda all’essenzialità dell’Uomo come essere vivente in armonia con l’ambiente circostante, che tiene conto della sua tendenza alla socialità, della sua propensione al movimento, e della varietà biologica delle specie alimentari (si introduce il concetto di Stagionalità e Disponibilità).

Diversi studi dimostrano che man mano che ci si allontana da questo modello, aumentano i problemi per quel che concerne il benessere psico-fisico delle persone, l’impatto ambientale e paesaggistico dei territori, le ricadute socio-economiche negative per le comunità. Purtroppo si tratta di una tendenza in atto.

Nasce la necessità dunque di imprimere una forza maggiore alla diffusione di quelle conoscenze che possono generare una consapevolezza dimenticata nelle persone, di essere possessori di una grande ricchezza, che si nasconde dietro le nostre tradizioni di popoli del Mediterraneo. Si tratta di un’azione culturale, complessa nel suo genere, che si vuole integrare con iniziative già avviate da altri protagonisti del territorio e che vuole dare un imprinting sempre più forte nella definizione di un modello di sviluppo virtuoso.

Domenico Rogoli

Biologo della Nutrizione e della Sicurezza Alimentare